Attraverso le Cevennes sulle tracce di Stevenson

Attraverso le Cevennes sulle tracce di Stevenson

Percorso:
Circa 1400 km totali di cui 400 di sterrati e fuoristrada
Veicoli:
Moto fuoristrada monocilindrico Moto fuoristrada bicilindrico
DifficoltĂ :
Livello 1 facile con brevi tratti impegnativi
Sistemazione:
Alberghi rifugi ed agriturismi con trattamento mezza pensione
Prezzo a partire da:
500.00 euro

Nel 1878 lo scrittore inglese Robert L. Stevenson effettuò un viaggio in compagnia di un asino, Modestine, attraverso questa selvaggia e disabitata regione, raccontando esperienze e sensazioni in un resoconto sotto forma di diario. Affascinato da questo racconto, nel corso di vari anni ho ricostruito parte di questo itinerario ripercorrendolo in moto. È una zona nel centro-sud della Francia, in corrispondenza del dipartimento della Lozère, che conserva ancora intatto il proprio patrimonio di natura incontaminata e di tradizioni. Il percorso inizia attraversando i fitti boschi dei monti della Margerie, ormai deserti, e le foreste di Mercoire. Le montagne del Goulet sono un dedalo di piste e mulattiere a volte fangose a volte sassose; valicando un colle si giunge al paese di Le Bleymard, dove lo scrittore sostò in una tappa del suo viaggio.
Pernottando da solo nei boschi, riscaldato dal fuoco del bivacco, incerte fredde sere di autunno mi è stato facile immaginare il terroreche la misteriosa Bête du GÊvaudan seminò per alcuni anni nella regione: divorando decine di abitanti, sempre imprendibile e imprevedibile, alimentava la superstizione ed era considerata lo strumento della collera divina. Nel giugno del 1767, dopo mesi di continui appostamenti, la terribile Bête venne uccisa da Jean Chastel nel paese di La-Besseyre-Saint-Mary.
Attraverso i monti della Lozère, su strade e ponti costruite daiTemplari si raggiunge il paese di Bellecoste, abbandonato sull’altopiano. Seguono il Plateau du Palais du Roi, Mende, capoluogo della Lozère, con la sua bella cattedrale trecentesca, e gli antichi villaggi intorno, il vasto pianoro calcareo di Sauveterre e le abitazioni di pietra, le gole del Tarn…
Circa 600 km di strade percorse, centinaia di chilometri di sterrati molto vari, villaggi e chiese lontani nel tempo; la guida non presenta particolari difficoltà, ma qualche passaggio impegnativo e parecchi problemi di orientamento caratterizzano questo itinerario. È un viaggio di atmosfera e di colori imperdibile ed è, come sempre, “destinato ai veri cultori delle bicilindriche off-road e del loro impiego a 360°”.

1° giorno

  • Arrivo e ritrovo in serata presso albergo o agriturismo nella zona dell’alta valle di Susa.
  • Cena e pernottamento presso l’albergo o agriturismo. La cena sarĂ  l’occasione per un approfondito “briefing” sul percorso, con tutte le informazioni e le considerazioni utili per uno svolgimento ottimale del giro.

2° giorno

  • Colazione.
  • Partenza alle ore 8.
  • Itinerario (lunghezza tappa circa 500 km in funzione delle deviazioni).
    Trasferimento dalla Valle di Susa a Cayers, nel cuore della Francia centrale. Il percorso si snoda su strade con fondo asfaltato molto panoramiche e con traffico spesso inesistente, con alcune deviazioni, non impegnative, su sterrati di montagna per saggiare i mezzi e la dinamica del gruppo.Si attraversano le Alpi valicando il colle del Monginevro, poi la Drôme provenzale. Attraversiamo il dipartimenti dell’Ardèche e dell’Haute-Loire proseguendo per Aubenas e Pradelles; ci fermiamo all’Auberge di Peyrebeille, luogo di macabre vicende di fine ‘800, e arriviamo a sera a Cayers presso albergo in bellissima posizione su un piccolo lago vulcanico.
  • Cena e pernottamento in albergo.

3° giorno

  • Colazione.
  • Partenza alle ore 8.
  • Itinerario (lunghezza tappa circa 200 km, di cui 80% di sterrati):
    Giornata dedicata alla prima tappa del percorso di Stevenson. Da Cayers trasferimento a Langeac da cui iniziano gli sterrati attraverso la Margeride. Si attraversano frazioni e piccoli borghi di montagna dediti alla pastorizia e all’allevamento, gli edifici sono tutti in pietra e molti risalgono al Medioevo. Sosta all’ospizio “Le Sauvage”, edificato nel 1198 e poi utilizzato dai Templari , dominante su un altopiano ventoso. Si attraversa Cheylat-l’Eglise con la sua cappella appollaiata su un rilievo e poi, attraverso le montagne di Goulet, si raggiunge Le Bleymar. I fondi incontrati sono vari: sassosi, fangosi, qualche discesa impegnativa. Le fioriture di ginestre nel mese di giugno sono incredibili.
  • Cena e pernottamento in albergo.

4° giorno

  • Colazione.
  • Partenza alle ore 8.
  • Itinerario (lunghezza tappa circa 200 km, di cui 85% sterrati):
    La giornata inizia con la salita ai monti della Lozère valicati da Stevenson, un anello a quota 1800 mt che permettere di raggiungere un altopiano dove il tempo sembra si sia fermato e dove si incontrano borghi di pietra abbandonati, ponti medievali, ospedali edificati dai Templari. Raggiunto il Plateau du Palais du Roi, attraverso un interminabile bosco con alcuni guadi, si scende su Mende e il suo Causse. Si sale attraverso la foresta all’altopiano di Sauveterre, battuto dal vento e disabitato, per poi scendere alle gole del Tarn lungo una strada a picco sul fiume. Fondi anche qui molto vari, l’atmosfera è coinvolgente, i siti storici si alternano a luoghi deserti con una natura incontaminata.
  • Cena e pernottamento in albergo.

5° giorno

  • Colazione.
  • Partenza alle ore 8.
  • Itinerario (lunghezza tappa fino a Torino circa 470/550 km, in funzione dell’itinerario di ritorno):
    Si inizia la giornata con la salita al Causse MĂŠjean, un itinerario attraverso un altopiano con una densitĂ  abitativa minore della Mongolia, scorci di natura selvaggia, un allevamento di cavalli preistorici; ridiscesa su Florac, da cui si riprende, prima di pranzo, il rientro verso direzione Torino. Percorso interamente asfaltato.

 


Il viaggio verra’ effettuato al raggiungimento del numero minimo di 10 partecipanti.

La quota comprende:

  • 1° giorno: cena e pernottamento.
  • 2°- 3°- 4° giorno: colazione, cena e pernottamento.
  • 5° giorno: colazione.
  • Sistemazione in camere a 2/3 letti presso alberghi, agriturismi e rifugi di montagna in funzione della ricettivitĂ  degli esercizi esistenti. Lo standard di confort e’ quello medio allineato con l’offerta esistente in loco e vengono abitualmente utilizzati durante questo viaggio .
  • Le cene vengono consumate presso gli alberghi dove si pernotta per facilitare la logistica e sono di standard medio con la formula di “mezza pensione”.

La quota non comprende:

  • Qualunque eventuale variazione richiesta alla formula “mezza pensione”, le bevande delle cene ed i pranzi comprese le bevande (essendo questi legati alla situazione contingente sia dei tempi sia meteorologica).
  • I trasporto dei bagagli, assistenza meccanica specialistica, il recupero mezzi

Per i pranzi verra’ costituita una cassa comune al fine di semplificare le operazioni di pagamento.


Il percorso può evidentemente subire delle modifiche in funzione delle condizioni meteorologiche ( ad es. presenza neve), nonché di eventuali divieti di transito introdotti prima del nostro arrivo. I percorsi non sono tecnicamente impegnativi però richiedono una preparazione tecnica e fisica adeguata a tempi di guida di circa 7-8 ore al giorno. Si svolgono per l’ 80% su strade sterrate in alcuni tratti sassose, ma sempre con larghezza di almeno 1,5 – 2 metri e percorribili con un 4X4.

Non ci sono sentieri, se non in un paio di tratti, che possono essere comunque evitati se le condizioni lo dovessero richiedere. Sono consigliati pneumatici tassellati tipo “Karoo” o anche più specifici come Pirelli “Rally Cross” o Michelin “Desert”. È possibile utilizzare pneumatici di tipo misto strada/enduro, ma con maggiore attenzione. Ciascun socio deve dotarsi dell’attrezzatura necessaria per provvedere alla sostituzione delle camere aria ed alla eventuale riparazione dei pneumatici tubeless del proprio mezzo.

È indispensabile un abbigliamento adeguato al fuoristrada (stivali, protezioni, ecc…) e a possibili variazioni climatiche che, date le altitudini, possono portare ad abbassamenti anche forti di temperatura. Abitualmente ci si porta, oltre l’abbigliamento da moto, veramente poco altro perché si trascorre la maggior parte del tempo in moto.

Lo spirito del giro è quello del viaggio con soste per foto, spuntini ecc. in funzione delle preferenze della maggioranza dei partecipanti, ma la durata e la lunghezza del percorso e i vincoli delle prenotazioni negli alberghi richiedono l’ impegno nel rispettare i tempi stabiliti dal programma.

Viene espressamente vietato l’utilizzo del GPS per evitare che un eventuale uso non corretto delle informazioni sul percorso da parte di terzi porti in futuro a impedirne l’accesso. Nulla evidentemente impedisce di imparare a memoria l’itinerario.


Guarda la fotogallery
Galleria fotografica: Cevennes in fuoristrada – 2010
Galleria fotografica ultima edizione: Viaggio nelle Cevennes sulle tracce di Stevenson – giugno 2015 SCHEDA DI REGISTRAZIONE EVENTO DEL: 30-05-2018 / 03-06-2018
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